Martirologio romano27 Febbraio Ad Isola, in Abruzzo, san Gabriele della Vergine Addolorata, Chierico della Congregazione della Croce e Passione del Signore, Confessore, il quale, illustre durante la sua breve vita per grandi meriti e dopo la morte per miracoli, dal Papa Benedetto decimoquinto fu ascritto nel catalogo dei Santi.
A Roma il natale dei santi Martiri Alessandro, Abbondio, Antigono e Fortunato.
Ad Alessandria la passione di san Giuliano Martire, il quale, essendo tanto malato di gotta da non poter né camminare né stare in piedi, fu presentato al Giudice insieme con i due servi, che lo portavano in sedia. Di questi uno rinnegò la fede, l'altro, di nome Euno, perseverò insieme col suo padrone nella confessione. Giuliano poi ed Euno, posti sopra cammelli, furono fatti girare per tutta la città e straziati con flagelli, finché acceso un rogo, vennero bruciati alla presenza del popolo.
Nello stesso luogo san Besa soldato, il quale fu accusato al Giudice, perché cercava di frenare quelli che insultavano i Martiri sopra ricordati, ma rimanendo costante nella fede, fu decapitato.
A Siviglia, in Spagna, il natale di san Leandro, Vescovo della stessa città, fratello di sant'Isidoro Vescovo e di santa Fiorentina Vergine. Egli, con la sua predicazione e col suo zelo, coadiuvato dal loro Re Riccardo, convertì i Visigoti dall'empietà Ariana alla fede cattolica.
A Costantinopoli i santi Confessori Basilio e Procopio, i quali al tempo dell'Imperatore Leone combatterono valorosamente per il culto delle sante immagini.
A Lione, in Francia, san Baldomero Suddiacono, uomo tutto di Dio, il cui sepolcro è reso illustre da frequenti miracoli.
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