Martirologio romano5 Febbraio Catania, in Sicilia, il natale di sant'Agata, Vergine e Martire, che, al tempo dell'Imperatore Decio, sotto il Giudice Quinziano, dopo gli schiaffi e il carcere, dopo l'eculeo e la distorsione di membra, dopo il taglio delle mammelle, dopo essere stata voltolata sopra cocci e brage, finalmente, in prigione, pregando Iddio, finì la vita.
A Nagasaki, in Giappone, la passione di ventisei Martiri, dei quali tre Sacerdoti, uno Chierico e due laici dell'Ordine dei Minori, altri tre, fra i quali uno Chierico, della Compagnia di Gesù, e diciassette appartenenti al Terz'Ordine di san Francesco, i quali tutti per la fede cattolica messi in croce, e trapassati a colpi di lancia, lodando il Signore e predicando la medesima fede, morirono gloriosamente, e dal Sommo Pontefice Pio nono furono ascritti nel catalogo dei Santi.
Nel Ponto la commemorazione di moltissimi santi Martiri, nella persecuzione di Massimiano, dei quali alcuni cosparsi di piombo liquefatto, altri tormentati con canne aguzze sotto le unghie, e afflitti con molti orrendi supplizi ripetuti più volte, meritarono dal Signore con il loro illustre martirio palme e corone.
Ad Alessandria sant'Isidoro, soldato e Martire, che nella persecuzione di Decio fu decapitato per la fede di Cristo da Numeriano, condottiero dell'esercito.
A Vienne il beato Avito, Vescovo e Confessore, il quale con la sua fede, industria e ammirabile dottrina difese le Gallie dall'infestazione dell'eresia Ariana.
A Seben, nel Tirolo, san Genuino Vescovo, la cui vita fu illustre per miracoli. Però il suo sacro corpo fu trasportato a Bressanone, ed ivi è custodito con onore.
A Bressanone sant'Albino Vescovo, che trasportò qui la sede vescovile da Seben, e dove, illustre per miracoli, se ne andò al Signore.
Mc 1,29-39
Guarì molti che erano affetti da varie malattie.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
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