Martirologio romano12 Aprile A Verona la passione di san Zenone Vescovo, il quale fra le procelle della persecuzione con ammirabile costanza governò quella Chiesa, e, al tempo di Gallieno, fu coronato col martirio.
In Cappadocia, san Saba Goto, il quale, all’epoca dell’Imperatore Valente, quando Atalarico Re dei Goti perseguitava i Cristiani, dopo crudeli tormenti fu gettato nel fiume. In quel tempo (come scrive sant’Agostino) anche moltissimi altri Goti cattolici furono fregiati della corona del martirio.
A Braga, nel Portogallo, san Vittore Martire, il quale, ancor catecumeno, non avendo voluto adorare un idolo, e avendo con gran costanza confessato Gesù Cristo, dopo molti tormenti, decapitato, meritò di essere battezzato col proprio sangue.
A Fermo, nel Piceno, santa Vissia, Vergine e Martire.
A Roma, sulla via Aurelia, il natale di san Giulio primo, Papa, il quale combatté moltissimo per la fede cattolica contro gli Ariani, e, dopo molte opere egregie, celebre per santità si riposò in pace. Presso Gap, in Francia, san Costantino, Vescovo e Confessore. A Pavia san Damiano Vescovo.
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